Il mondo è pieno di tentazioni, digitali e non, ed è fin troppo facile cadere in uno o più dei sette peccati capitali. House Of Sins l’ho prodotta insieme a Fulvio Pinto in un periodo in cui eravamo entrambi letteralmente travolti da queste tentazioni. Non sto qui a spiegarvi tutto adesso, magari lo farò più avanti, ma era come se fossimo guidati da una forza che ci spingeva costantemente a cadere.
Io e Fulvio all’epoca eravamo un duo, suonavamo ovunque e facevamo musica insieme ogni giorno. Era la nostra valvola di sfogo: la nostra vita era fatta di aperitivi, feste e live set. Ricordo che eravamo entrambi fidanzati, poi ci lasciammo nello stesso identico periodo e quel mix di caos e libertà ha ispirato la produzione di questo brano.
Con poche parole e un basso che ti trascina volevamo solo comunicare il percorso che stavamo compiendo insieme in quel momento. Volevamo trasmettere attraverso quelle frequenze quanto sia semplice lasciarsi trasportare dalla semplicità delle cose, anche quando sono sporche o non del tutto rifinite. Per noi, il bello di questa traccia, è che non è perfetta, rappresentando esattamente quel periodo così com’era.
Io e Fulvio all’epoca eravamo un duo, suonavamo ovunque e facevamo musica insieme ogni giorno. Era la nostra valvola di sfogo: la nostra vita era fatta di aperitivi, feste e live set. Ricordo che eravamo entrambi fidanzati, poi ci lasciammo nello stesso identico periodo e quel mix di caos e libertà ha ispirato la produzione di questo brano.
Con poche parole e un basso che ti trascina volevamo solo comunicare il percorso che stavamo compiendo insieme in quel momento. Volevamo trasmettere attraverso quelle frequenze quanto sia semplice lasciarsi trasportare dalla semplicità delle cose, anche quando sono sporche o non del tutto rifinite. Per noi, il bello di questa traccia, è che non è perfetta, rappresentando esattamente quel periodo così com’era.