Esistono strade che percorriamo convinti di andare verso qualcuno, per poi scoprire che stavamo solo correndo verso noi stessi. Unchained nasce esattamente lì: nel punto di rottura tra chi ero e chi ho scelto di diventare.
Questo brano è nato da puro impulso ed intenzione, ma è stato portato a compimento da scelte precise. Ricordo i giorni trascorsi chiuso nella mia stanza, in un confronto serrato con me stesso, cercando la forza per superare un momento critico. In quel silenzio ho iniziato a studiare l’essere e l’energia di cui siamo fatti. Ho scoperto che dentro ognuno di noi esiste una forza dormiente; io ho scelto di risvegliare la mia, diventando una persona completamente nuova. Ho pianto, scritto e lavorato duramente su me stesso, elaborando il dolore invece di evitarlo. Attraversandolo, ho trovato il mio credo e una fede personale (lontana dalle convinzioni comuni, ma profondamente mia).
L’universo, in qualche modo, ha voluto che in questo percorso incontrassi artisti come Guido Polese e Paci Ciotola, che hanno letteralmente abbracciato la mia evoluzione e mi hanno aiutato nella stesura di questo pezzo. In studio è nata una magia inaspettata: inizialmente Unchained non doveva essere cantata da Paci, ma è accaduto qualcosa. Ho voluto fortemente lui, anche se inizialmente era restio, perché le cose succedono sempre per un motivo. Paci doveva cantare questo brano per come l’ha sentito e per le emozioni che abbiamo condiviso parlandone. Ci siamo connessi, entrando in una empatia profonda l’uno con l’altro.
Intorno a questo lavoro c’è una chiusura energetica totale. Tutto è stato scelto dall’anima: dal testo alla data di uscita, fino alla copertina, che non è una immagine costruita, ma una foto vera, non ritoccata, nella quale ci sono due costellazioni in particolare. Il nome Unchained, che sorge dalle vette scure della terra e inizia a sfaldarsi, rappresenta il momento esatto in cui le catene smettono di stringere. Non si spezzano con un colpo netto, ma si sgretolano lentamente, trasformandosi in polvere. Ho imparato che il dolore, se attraversato con dignità, cambia stato fisico: diventa materia leggera, polvere di stelle che ci permette di alzare lo sguardo e riconoscerci nelle costellazioni sopra di noi.
In questo pezzo ho messo un anno intero di passi, di silenzi masticati e di evoluzione solitaria. È servito tempo per capire che la libertà non è l’assenza di legami, ma la consapevolezza di non aver più bisogno di risposte che non arrivano. Pubblico questo brano oggi perché il cerchio energetico è finalmente completo. Esattamente un anno fa agivo per me stesso, compiendo un passo fondamentale per la mia vita; oggi, quella vibrazione si trasforma nella frequenza di chi ha smesso di aspettare un cenno dall’orizzonte e ha iniziato a brillare di luce propria.
Unchained è per chi si è sentito prigioniero di un ricordo, di una parola mai detta o di un viaggio a vuoto. È per chi ha avuto il coraggio di guardare le proprie ombre scoprendo che, nell’oscurità più profonda, le stelle si vedono meglio. Qualsiasi cosa stiate attraversando (e ripeto, QUALSIASI) si può superare.
Non siamo fatti per restare a terra. Liberatevi dalle vostre catene.